ROCK CONTRA LA IMPUNITAT

L’Associazione AltraItalia nasce, e lotta, per apportare nuove forze, idee e forme di mobilitazione all’attuale dibattito politico e culturale. Vuole contribuire al rinnovamento del fare politica, nel modo e nei contenuti, al potenziamento della democrazia intesa come partecipazione delle persone e confronto dei bisogni, superando l’ottica elettoralista dei partiti e dei loro attuali dirigenti e riportando l’etica al centro della pratica e del linguaggio politico.

In Guatemala, la Commissione internazionale contro l’impunità è stata condotta il 12 dicembre 2006. L’obiettivo di questa Commissione è indagare e perseguire i reati che si svolgono in Guatemala. È stato esaminato il numero di casi sensibili e la difficile situazione. L’obiettivo è rafforzare l’istituzione giudiziaria. Il crimine condotto dai gruppi illegali è seriamente opposto.  Dopo alcuni periodi il Presidente del Guatemala ha annullato l’accordo tra la nazione unita e il Guatemala. La ragione di tale cessazione dell’accordo era dovuta agli atti illeciti e all’abuso di autorità contro la costituzione. Ma la nazione unita ha respinto la cessazione e l’alta Corte del paese era contro la decisione del Presidente.

Ministro delle relazioni estere del Guatemala, ha chiesto al Segretario delle Nazioni Unite di estendere la Commissione internazionale per altri due anni. La richiesta di proroga è stata confermata dal Segretario entro un mese. Il Segretario ha inviato la lettera personale al ministro delle relazioni estere per continuare la Commissione per altri due anni. E hanno chiesto loro di sostenere le istituzioni nazionali. Di nuovo nell’anno 20015, il mandato è stato rinnovato dal Presidente. Il mandato è stato prorogato fino alla fine del termine. Nell’anno 2018, il Presidente ha annunciato che non consentirà alla Commissione internazionale di agire contro l’impunità in Guatemala. Immediatamente ordine è stato emesso per trasferire la funzione al Ministero pubblico e il Ministero degli interni.

Il 2019 settembre, la Commissione contro l’anticorruzione è finita. Il Presidente ha nominato le forze armate al posto dei quarti di testa della Commissione internazionale che era contro l’impunità. Nel January201, il ministro degli esteri del Guatemala ordinò al corpo delle Nazioni Unite di lasciare il paese del Guatemala entro 24 ore. Ma la Corte costituzionale del Guatemala ha contestato la decisione dopo otto ore notturne.

Maggiori informazioni su questo obiettivo della Commissione internazionale sono i seguenti:

  1. la prima fase della Commissione per indagare sul crimine svolto dalle forze di sicurezza illecite. Le attività illegali influenzano i diritti fondamentali del cittadino del Guatemala.
  2. il professionista della Commissione internazionale ha sostenuto le istituzioni guatemalteche per indagare sui gruppi coinvolti nelle attività criminali. La Commissione identifica il gruppo illegale che ha il legame con i funzionari statali e li ha risolti. Rafforzerà la capacità dello stato di tutelare i diritti umani fondamentali dei cittadini del Guatemala.
  3. l’assistenza tecnica fornita alle istituzioni giuridiche e alla polizia civile nazionale e al pubblico ministero è stata ben attrezzata per lottare contro la criminalità organizzata.

 

’Associazione ha cominciato ad esistere per l’interesse – e la crescente preoccupazione – dei suoi associati rispetto alla situazione politica, sociale, morale e culturale Italiana, che, secondo una riflessione maturata attraverso varie iniziative, è alla base del fenomeno di “fuga dei cuori” (oltre che di “cervelli”) che crediamo contraddistingua in modo particolarmente calzante la situazione di molti giovani italiani all’estero. D’altra parte, AltraItalia si prefigge di proiettare questi temi in ambito locale (Catalunya), europeo e internazionale, sviluppando un dibattito che tragga spunto dalla situazione italiana – forse il caso patologicamente più grave di un malessere che colpisce tutte le società occidentali, tanto dal punto di vista politico che economico – però non si esaurisce in essa, e anzi cerca di costruire legami e collaborazioni operative con realtà associative, culturali e politiche, che operano a livelli diversi.

Articoli dopo sentenza sui bombardamenti di Barcellona

Presenten una querella pels bombardejos

de l’aviació feixista italiana durant la guerra civil

Catalunya Ràdio 16/01/2013 LINK

Il bombardamento di Barcellona è uno dei continui attacchi aerei. Si è svolta durante l’anno marzo 1938, per due giorni da 16 a 18 quando c’era guerra civile spagnola. I bombardieri sono la Aviazione Legionaria italiana, che era il ramo della forza aerea d’Italia. Circa 17 incursioni aeree effettuate dai bombardieri il 16 e 18 marzo. l’esplosione bomba è stata portata ad ogni intervallo di tre ore. A Barcellona c’era solo pochi aerei anti-artiglieria e la copertura di caccia non è stato fornito. Fino al XVII mattina, la forza aerea repubblicana spagnola non ha aiutato Barcellona inviando i combattenti.

L’italiano ha effettuato l’attacco ripetutamente e la gente si è confusa se il suono della sirena annuncia l’inizio o la fine dell’esplosione bomba. La bomba usata dagli italiani è stata progettata dalla nuova tecnologia. Il fusibile ritardato della bomba è stato gettato sul tetto e esploderà all’interno dell’edificio. La bomba è stata progettata come tale che c’era una distruzione degli edifici e la persona da pochi centimetri del terreno. Tutta la città di Barcellona è stata colpita dai bombardamenti e non hanno mirato a distruggere i militari. Le notizie sull’esplosione di bombe hanno annunciato che circa 1.300 persone erano morte e quasi 2000 persone sono rimaste ferite.

Reabierto el frente judicial por los crímenes de la Guerra Civil

El País 23/01/2013 LINK

 

L’Audiència de Barcelona ordena investigar per primer cop

a l’Estat els crims de la Guerra Civil

Catalunya Ràdio 16/01/2013 LINK

 

La Audiencia de Barcelona admite una querella

sobre los bombardeos de la ciudad durante la Guerra Civil

La Aventura de la Historia 23/01/2013 LINK

 

La Audiencia de Barcelona ordena investigar

el bombardeo de la aviación italiana en 1937 y 1938

La Avanguardia 23/01/2013 LINK

 

L’Audiència ordena investigar els bombardejos

dels feixistes italians a Barcelona durant la Guerra Civil

Ara 23/01/2013 LINK

 

¿Apruebas que la justicia investigue los bombardeos de Barcelona en 1937?

La Avanguardia 23/01/2013 LINK

 

Justicia española investigará Guerra Civil

Ansa 23/01/2013 LINK

 

Bombe italiane su Barcellona L’inchiesta è aperta

Il Manifesto 26/01/2013 LINK

 

21 aviadores sin piedad

El País 27/01/2013 LINK

 

Barcelona pursues Italy over 1938 bombing

The Guardian 27/01/2013 LINK

 

Mañana se cumplen 75 años del bombardeo de Sant Felip Neri,

en el que murieron 42 personas

Proiezione documentari sul Movimento No Tav a Barcellona

Il gruppo No Tav Barcelona e l’Associazione AltraItalia organizzano per il prossimo martedì 20 marzo, presso il Centre San Pere Apostol, la proiezione di due documentari sul movimento No Tav in Valle di Susa. Si tratta di “Indiani di Valle”, di Adonella Marena (2005, 54 min.), e de “I peccati della Maddalena” di Manolo Luppichini (2011, 20 min.) Entrambi i documentari sono sottotitolati in castigliano.

“Indiani di Valle” raccoglie diverse testimonianze di esponenti del movimento No Tav, rappresentanti delle istituzioni locali della Valle di Susa e semplici cittadini, illustrando le conseguenze disastrose che la costruzione del TAV porterebbe all’economia locale, all’equilibrio ambientale e alla salute pubblica della zona.

“I peccati della Maddalena” si concentra invece sulla vicenda del giugno-luglio 2011, quando con un blitz compiuto dalle forze dell’ordine (con circa 2.000 agenti e centinaia di gas lacrimogeni CS sparati contro i manifestanti) permise l’occupazione manu militari della Maddalena di Chiomonte, l’area in cui dovrebbe sorgere il cantiere per la costruzione del tunnel di 57 km per la Linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. In quell’area sorgeva la cosiddetta “Libera Repubblica della Maddalena”, un presidio-acampada costruito dal movimento No Tav per cercare di impedire l’inizio dei lavori.

Il movimento NO TAV

Dal 1990, la popolazione della Valle di Susa (Italia) ha resistito al progetto ferroviario. Nessun movimento Tav è iniziato nel 1990 con le persone che vogliono essere beneficiarie. I manifestanti hanno lottato lungo questo movimento per un certo beneficio a verificarsi. Le persone sono state colpite in molti modi. Controlla il Blog per il breve documentario di questo movimento

Si è deciso di organizzare l’iniziativa in seguito alla mobilitazione che ha coinvolto la Valle di Susa in queste ultime settimane, e in particolare negli ultimi giorni dello scorso febbraio. Il giorno di sabato 25, tra i comuni di Bussoleno e Susa si è tenuta una grande manifestazione popolare e pacifica, con la partecipazione di circa 70.000 persone.

Quell’enorme corteo ha ribadito, ancora una volta, la netta opposizione popolare al progetto di TAV Torino-Lione, un’opera insostenibile economicamente (più di 20 mld di euro), devastante dal punto di vista ambientale (per la presenza di materiali pericolosi come amianto e uranio nelle montagne dove sorgerebbe il tunnel di 57 km), e tecnicamente inutile (una linea ferroviaria Torino-Lione esiste già, largamente sottoutilizzata).

Queste ragioni, già ampiamente spiegate da svariati tecnici, esperti e accademici, rinsaldano la convinzione di un movimento attivo nella valle piemontese da più di vent’anni, largamente supportato dalla popolazione locale, dalle istituzioni locali e da moltissime realtà solidali di tutta l’Italia.

Gli ultimi avvenimenti in Val di Susa

Eppure tali ragioni e quella grande manifestazione sono state, ancora una volta, totalmente ignorate. Due giorni dopo le forze dell’ordine hanno compiuto l’ennesimo blitz militare presso La Maddalena di Chiomonte, per ampliare l’area del cantiere TAV e sgomberare un presidio del Movimento No Tav, la Baita Clarea.

 

Nell’ambito di questo blitz, si è verificato l’incidente a Luca Abbà, storico attivista del movimento: inseguito dalle forze dell’ordine mentre si arrampicava su un traliccio dell’alta tensione come gesto di disobbedienza civile, è rimasto folgorato ed è caduto da un’altezza di 10 metri.

Nei giorni successivi, la grande maggioranza dei mezzi di comunicazione e la quasi totalità delle forze politiche (con pochissime eccezioni) si sono resi autori di una subdola campagna di denigrazione ai danni del movimento e persino dello stesso Luca Abbà, rimuovendo del tutto le ragioni profonde e le motivazioni tecniche dell’opposizione al TAV.

Nel frattempo, il movimento No Tav ha reagito con grande tenacia all’ennesimo sopruso subito dal governo italiano, dalle forze dell’ordine e dai mass-media, tenendo alcuni presidi e blocchi stradali (quello di Chianocco è stato caricato dalle forze dell’ordine con la violenza, documentata da diversi video). Inoltre, decine di iniziative di solidarietà alla causa No Tav si sono tenute in tutta la penisola (il 27, giorno dell’incidente a Luca, ci sono stati circa 60 tra presidi e cortei in tutta la penisola) e persino nel resto dell’Europa, tra cui Barcellona (con due presidi di fronte al Consolato Italiano), Bilbao, Donostia, Parigi, Budapest, Londra e diverse altre.

NO TAV, non solo Val di Susa

Vale la pena ricordare che l’Alta Velocità non è un problema limitato all’Italia e alla Valle di Susa. Ad esempio, negli ultimi anni in Spagna diversi comitati NO AVE (o AHT EZ, in basco) sono stati attivi con le stesse motivazioni che animano la lotta in Val Susa in diverse regioni, in particolare Paesi Baschi (particolarmente colpiti dal famigerato“tracciato ad Y”), Cantabria, Extremadura e Catalunya. Negli ultimi anni l’AVE/AHT ha comportato gravi perdite nel bilancio pubblico statale, sia per gli immensi costi per la costruzione dell’infrastruttura, sia per le scarse vendite dovute ai prezzi altissimi (al punto che una linea AVE, la Toledo-Cuenca, è stata soppressa per insufficiente domanda), senza contare il pesante impatto ambientale in diverse aree del paese.

Queste possono essere ragioni in più per interessarsi e riflettere su quello che sta accadendo, da vent’anni a questa parte, in Valle di Susa. Aspettando il prossimo 11 aprile, data in cui LTF, l’ente pubblico che gestisce il progetto TAV, intende effettuare gli espropri dei terreni della Maddalena per iniziare i lavori. E dentro il movimento NO TAV già si sente dire: “Non resteremo a guardare”.

Referendum ed italiani all’estero

Nota del 14.Aprile:

Il giorno dopo aver scritto questo articolo, quindi 2 giorni fa, compaiono sul sito web del Consolato Italiano di Barcellona le attese informazioni su come esercitare il voto ai prossimi referendum.

Un referendum è un voto diretto. È quello in cui il pieno elettorato è chiamato a votare per una determinata causa o proposta. Può essere un voto su una domanda elettorale, tipo di voto per far fronte al governo di un paese, per modificare una Costituzione. Date un’occhiata a questi prossimi referendums.

Oggi, scade l’opzione per gli iscritti AIRE di votare in Italia! Solo 2 giorni di tempo!

Tempismo perfetto! Degno degli Atleti Italiani Resistenti all’Estero!

Tutte le info qui:

Servizi Elettorali, Consolato Barcellona

Inoltre, al rappresentante del collettivo “Ricominciamo da 3!!!”, che è andato a chiedere spiegazioni questa mattina agli uffici consolari di calle Mallorca, è stato assicurato che :

“a partire della fine del mese al consolato ci sarà uno sportello dedicato esclusivamente a fornire tutte informazioni necessarie relative al referendum e di libero accesso (non è necessaria alcuna prenotazione).”

Ojalá!

I giorni 12 e 13 di Giugno saranno i giorni dei referendum in Italia su acqua, nucleare e legittimo impedimento.

Per gli italiani residenti all’estero (ovvero iscritti nell’anagrafe AIRE) c’è già una imminente scadenza, il 14 Aprile, tra 3 giorni.

Entro il 14 Aprile gli iscritti AIRE “possono esercitare l’opzione per il voto in Italia, dandone comunicazione scritta alla rappresentanza diplomatica o consolare operante nella circoscrizione consolare di residenza”.

Come altre volte, contestiamo il fatto che queste informazioni non arrivino dalle autorità consolari, i cui comunicati si fermano al 26 Gennaio.

Probabilmente saranno molti gli italiani residenti all’estero che vedranno persa l’opzione di votare in Italia perché non informati.

 

Sono gli stessi che dovranno aspettare le schede elettorali dallo stesso consolato (in bocca al lupo!).

Ritornando a Barcellona, riportiamo qui il manifesto del comitato locale “Ricominciamo da 3!!!” che lotta a supporto delle 3 campagne referendarie.

 

Ricominciamo da 3!!!

La continua minaccia ai danni dei nostri diritti sociali e civili, che ogni giorno vengono svuotati sempre più del loro valore, e il progressivo imbarbarimento che si sta operando ai danni della nostra terra ci spingono ad alzare la voce, non solo ad indignarci, ma anche a organizzare delle attività di protesta in difesa del nostro Paese.

 

Vogliamo rifarci all’esperienza de Lo Sbarco, la nave che l’anno scorso ha rivendicato i diritti che progressivamente stanno venendo meno in Italia e che da Barcellona è arrivata a Genova.

Anche noi vogliamo organizzare una nave che parta da Barcellona e arrivi in Italia, a Civitavecchia, come atto simbolico che richiami l’attenzione di tutti sull’ennesima minaccia: quella di vedere definitivamente svuotato di senso e di importanza l’Istituto del Referendum e la partecipazione democratica dal basso.

Ci appare assurdo, infatti, che di questi Referendum in Italia si parli solo per via della catastrofe nucleare giapponese, e non si crei un ampio dibattito nell’opinione pubblica generale sui tre temi su cui ci troveremo a esprimerci.

 

Il 12 e il 13 di Giugno si svolgeranno tre Referendum importanti in Italia, e riteniamo sia necessario che venga raggiunto il quorum per permettere alla popolazione italiana di decidere sui quesiti in questione: accettare o meno la privatizzazione dell’acqua, accettare o meno lo sviluppo dell’energia nucleare, accettare o meno il legittimo impedimento. Per questo motivo abbiamo deciso di chiamare il nostro movimento “Ricominciamo da tre” invitando chiunque voglia farlo ad associarsi a noi nel rivendicare quanto sosteniamo sia più che mai urgente:

 

Il diritto ad essere informati in maniera chiara e giusta riguardo al Referendum.

L’ opposizione alla decisione del governo che ha scorporato le elezioni Amministrative (29 Maggio) dal Referendum (12-13 Giugno) puntando a scoraggiare la partecipazione, per impedire che si raggiunga il quorum, attaccando così una delle poche istituzioni di democrazia diretta della nostra Repubblica. Per questo pagheremo tutti i circa 300 milioni di euro di spese necessari per organizzarlo.

Esortare gli italiani ad andare alle urne per poter prendere posizione davanti a importanti scelte che riguardano il futuro della nostra convivenza: rispetto al futuro energetico generale, alla privatizzazione di un bene pubblico come l’acqua, e decidere se sostenere o meno il rispetto della costituzione e dell’uguaglianza di tutti gli uomini di fronte alla legge.

 

Abbiamo, infine, intenzione di agevolare il ritorno degli italiani che risiedono all’estero che vogliono andare a votare, chiedendo degli sconti al Consolato anche per le tratte estere, e denunciare le difficoltà che questi italiani incontrano per votare.

 

Crediamo che sia il momento di unirsi, dimostrare che ci siamo, che siamo in molti, disposti a mobilitarci per rivendicare i nostri diritti!!

 

Arrels comunes: Fabrizio De André i la Nova Cançó catalana

Musica e dibattito il prossimo venerdì 8 di Aprile al Centre Sant Pere Apòstol (C/ Sant Pere Més Alt, 25 | Mapa).

Ecco il programma del giorno.

La musica è un modo emotivo per esprimere i sentimenti di una persona cioè felicità o tristezza o sentimento romantico o effetto patriottico o devozionale. È la forma del suono. Sono gli elementi del ritmo, della melodia e dell’armonia. È attraverso voci o strumenti o entrambi. Ci diverte durante il nostro tempo di noia, problemi, ecc. Sulla base dell’interesse, si può scegliere il loro stile musicale. Alcuni ascoltano la musica tutti i tempi. Alcuni di loro passano il loro tempo libero ascoltando la musica. Previene i problemi mentali ed emotivi. È come lo yoga che mantiene la nostra mente equilibrata. Questo porta automaticamente ad un corpo sano; che a sua volta porta ad una vita felice. In mezzo al programma occupato, si può ascoltare la musica per essere felice. Il nostro spirito è toccato dalle mani della musica.

Il dibattito è la discussione su un tema particolare. Nel dibattito, gli argomenti sono presentati e gli argomenti opposti sono esposti per i punti di vista opposti. Prende la sua forma a seconda della situazione e del luogo e della gente. Può accadere in situazioni educative, come parte di concorsi, in incontri pubblici, in incontri politici, reality show, spettacoli televisivi e simili. Il dibattito è condotto con i partecipanti, leader e un moderatore. In un dibattito, esempi in tempo reale, informazioni di censimento possono essere presentati. Tutte le informazioni discusse dovrebbero essere reali e accurate. Ci sono serie di regole che devono essere seguite dai partecipanti. Qualsiasi tipo di materia o argomento può essere deciso per la sessione di discussione. Le competenze linguistiche dei partecipanti dovrebbero essere buone. Anche il flusso di contenuti deve essere mantenuto.

Controlla qui per vedere l’agenda dettagliata del programma in una grande giornata con.

19H: Conferenza/Dibattito

STEFANO MOSCADELLI (Centro Studi De André-Università di Siena)

SERGIO SECONDIANO SACCHI (Club Tenco)

JOAQUIM VILARNAU (Enderrock)

JOAN ISAAC (cantautor)

WALTER PISTARINI (scrittore, www.viadelcampo.com)

XAVIER PINTANEL (creador del portal www.cancioneros.com)

21H: Concerto con (in ordine alfabetico)

DI CLEMENTE / BONANNI (“carodeandré” Onlus)

FORMAZIONE VARIABILE

GIULIA Y LOS TELLARINI

I PRECARI DELLA MUSICA

JOAN ISAAC

MIQUEL PUJADÓ

QUESTIONI MERIDIONALI

ROGER MAS

SAMUELE ARBA

Prezzi

ENTRATA: 5 euro (10 euro se vuoi anche dare supporto per l’anno 2011 all’associació Altraitalia)

BUFFET E BEVANDE A PREZZI POPOLARI

universitari Italiani in Olanda dicono NO! alla Riforma Gelmini

Riportiamo una lettera inviata al blog di sabina guzzanti da un gruppo di universitari italiani in Olanda.

 

Siamo un gruppo di studenti, dottorandi e ricercatori italiani che lavorano nei Paesi Bassi.

L’educazione è un must nella vita di tutti. Ma gli studenti in generale di tutto il mondo affrontano alcuni problemi o l’altro. I problemi possono essere problemi finanziari, problemi politici, discriminazioni nell’area di studio, problemi linguistici, sistema educativo (a volte) e le altre cose. La ricerca dettagliata della Gelmini Reform è documentata nel weblink.

Scriviamo per esprimere la più indignata disapprovazione per la cosiddetta Riforma Gelmini dell’Università e dell’istruzione in Italia.

Vogliamo anche spiegare la scelta di lavorare nei Paesi Bassi, che è strettamente legata al nostro dissenso per la cosiddetta Riforma, e più in generale per la politica intrattenuta dai diversi Governi nel corso degli ultimi trent’anni.

 

 

Sia chiaro fin d’ora che l’immagine degli emigranti costretti a partire in cerca di fortuna senza bagaglio e con le scarpe di cartone non ha nulla a che fare con noi: ciascuno ha una diversa storia che l’ha portato nei Paesi Bassi, ma ciò che ci accomuna è che partire è stata una libera decisione. Abbiamo scelto di cogliere un’eccezionale opportunità di crescita personale e professionale, di metterci alla prova in un ambiente internazionale così diverso da quello dove siamo nati e cresciuti.

 

Abbiamo scelto di trasferirci in un Paese in cui il nostro lavoro è valorizzato ed incoraggiato, e dove ci vengono forniti tutti gli strumenti necessari a svolgerlo nelle migliori condizioni possibili, senza essere costretti ad implorare per due soldi e un po’ di considerazione.

 

Abbiamo scelto di trasferirci in un Paese in cui chi decide di lasciare la carriera accademica dice che “cambia mestiere”, non che “va a lavorare”: perché il nostro è considerato un lavoro, al pari di un poliziotto, un impiegato o un carpentiere, e non siamo costretti a vivere con l’umiliazione quotidiana di essere bollati come un peso per lo Stato e per i contribuenti, come se non fossimo noi stessi dei contribuenti.

 

Abbiamo scelto di trasferirci in un Paese in cui la cultura è realmente considerata importante e, sebbene la crisi economica abbia colpito anche qui, non si perde occasione di promuovere attività divulgative nelle scuole, per le strade, alla radio e alla televisione, affinché la cultura sia un bene accessibile a tutti.

Abbiamo scelto di trasferirci in un Paese in cui, per il posto di lavoro che occupiamo, dobbiamo ringraziare solo noi stessi e il nostro impegno, e non la benevolenza pelosa di qualche protettore.

Per tutte queste ragioni, quella che abbiamo fatto potrebbe essere ritenuta la scelta più semplice. Non è così, e non è stata indolore o a cuor leggero.

 

Abbiamo lasciato il nostro Paese e le nostre famiglie, senza una chiara prospettiva di tornare in Patria. I dottorandi e ricercatori olandesi, per contro, vanno all’estero consci che arricchiranno il loro curriculum vitae e, forti delle loro nuove esperienze, torneranno dopo qualche anno a lavorare nei Paesi Bassi. Noi questa consapevolezza non l’abbiamo, né possiamo averla, e la ragione di ciò è che l’educazione e la cultura non sono considerati valori in cui investire, bensì un privilegio che non ci possiamo permettere.

 

La mentalità diffusa che la ricerca di base sia inutile, che gli universitari (studenti e lavoratori) siano dei fannulloni privilegiati, va sradicata e sostituita dalla consapevolezza che la cultura e l’istruzione sono l’acqua potabile di una Nazione.

 

Siamo convinti di questo: l’unico modo per ottenere questo cambio di mentalità sia investire nell’istruzione.

Derek Bok disse: “Se pensate che l’Istruzione sia costosa, provate l’ignoranza.” In Italia sono anni che stiamo “provando l’ignoranza”, e il degrado culturale della nostra Nazione è il risultato di questo.

 

Fino a quando il valore della cultura non sarà riconosciuto e la dignità di chi lavora nell’istruzione e nella ricerca non sarà rispettata, fino a quando le uniche parole spese su questi argomenti saranno gli sterili piagnistei per la “fuga dei cervelli”, fino ad allora noi non avremo la possibilità di tornare a casa.

 

Carlo Abate

Sara Dal Gesso

Fred Benedosso

Fulvia Ferri

Andrea Cimatoribus

Stefano Messina

Anna Rabitti

Flashmob a tappe per la riforma dei servizi consolari

E’ stato un 2 Giugno di rivendicazioni “a tappe” quello degli sconsolati di barcellona (www.sconsolati.org).

Chiamarli “sconsolati” fa pensare a soggetti tristi e dimessi, in realtá hanno dimostrato determinazione, entusiasmo e grande capacitá di organizzarsi.

Tutti in questo mondo vogliono essere felici. Allo stesso tempo, non ci sono persone in questo mondo senza un problema. Il fatto è che, le persone devono imparare a guidare la vita felicemente di fronte a tutti i problemi più positivamente. Essi stessi dovrebbero imparare ad essere felice combattendo contro i problemi di giorno in giorno. Si può deviare se stessi concentrando il loro interesse per i loro hobby dal loro lavoro abituale. Possono trascorrere del tempo in attività come, giardinaggio, giocare, cantare, disegnare, ballare, ecc.

Si dovrebbe vivere senza danneggiare gli altri. Si può anche diffondere sorrisi e gioia ad altri con i loro atti. Questo può essere fatto trascorrendo tempo di qualità con gli altri o trasmettendo battute o da atti personali. Flash Mob è una di queste attività. Agisce come uno stress sollievo e porta nella gioia interiore. Non è altro che il gruppo di persone che improvvisamente viene organizzata o raggruppata. Si comportano in attività come la danza o l’intrattenimento. Improvvisamente raggruppare in luogo pubblico e emanare qualcosa per una piccola quantità di tempo. Dopo di che, improvvisamente si disperdono e il lavoro normale ritorna. Questo agisce come un sollievo rapido per le persone che sono troppo stressati. Naviga qui per i flash mob nella terra d’Italia.

Il termine è stato formulato nell’anno di 2003. Gli eventi mirati non sono categorizzati sotto questo atto di Flash Mob. Pubblicità commerciali, proteste politiche, ecc non sono Flash Mob. Questi flash mob sono organizzati attraverso i social media, video e telecomunicazioni. È un’attività totalmente non pianificata. Dà un rapido sollievo alle persone intorno e la gente dimentica il problema per un periodo di tempo. Dopo questo punto, essi si rilassano e continuano ad affrontare il loro problema in modo più positivo

Si fanno chiamare Atleti Italiani Resistenti all’Estero, brillante richiamo dell’anagrafe consolare A.I.R.E. in cui sono iscritti i cittadini che hanno lasciato l’Italia.

 

Il flashmob è stato strutturato in “tappe”, una delle quali era una corsa in bicicletta.

Per facilitare la lettura della lunga cronaca abbiamo anche noi pensato ad un persorso a tappe.

 

 

Tappe

  1. La Rivendicazione
  2. L’Osservatorio
  3. Il Santo Sconsolato
  4. La Corsa Sconsolata
  5. Le Testimonianze (Foto/Video/Articoli)

Risposta degli italiani di Barcellona a Enrico Juliana i la Vanguardia

lla cortese attenzione del Sig. Juliana

e per informazione alla redazione del periodico La Vanguardia;

 

Ci sono italiani che vivono, studiano e lavorano a Barcellona e siamo profondamente offesi dall’articolo pubblicato oggi su La Vanguardia “El brote violento en Barcelona tiene una matriz anarcoitaliana”.

In un paese democratico, protestare il governo per alcune cause è diventato un grande bisogno per il pubblico. Può essere di qualsiasi causa. In generale, la gente crede che, qualsiasi risultato favorevole per un problema può essere ottenuto solo attraverso la protesta. La ragione della protesta dovrebbe essere ragionevole. Dovrebbe essere vantaggioso per le persone. Allo stesso tempo, non dovrebbe essere un grande problema per il governo troppo. In una nazione democratica, le persone hanno il pieno diritto di ospitare o prendere parte alle proteste per una ragione preziosa.

A Barcellona, i ministri si sono riuniti. La polizia stava circondando la zona con pieno supporto e la forza per evitare eventuali problemi se causato qualsiasi. La gente era in giro. I manifestanti bloccarono la strada e tentarono di impedire che la riunione della capitale catalana accadesse. I manifestanti iniziarono lo scontro con la polizia per la decisione di tenere la riunione. Molte delle strade sono state bloccate per impedire l’ulteriore accesso dei manifestanti che sarebbero stati la ragione per l’esplosione dei problemi ulteriormente. Circa 20 strade sono state bloccate. Tutte le informazioni sulla protesta a Barcelon sono documentate nella fonte come parte della storia.

Il suo articolo sembra un condensato di stereotipi circa l’impegno politico dei molti italiani che vivono in Catalogna.

Siamo in tanti, quasi 30.000, e molti di noi attivi nelle organizzazioni e movimenti che non hanno nulla a che fare con la violenza. Non c’è mai stato alcun riferimento a questo nel suo articolo o giornale, e lei maschera la presenza importante di italiani tra i gruppi di “violenti” per nascondere il fallimento del Dipartimento degli Interni durante lo sciopero generale del 29 Marzo.

 

È inaccettabile che La Vanguardia non abbia detto una sola parola sui due ragazzi italiani che purtroppo hanno perso un occhio il 29 Marzo per colpa dei proiettili di gomma usati con disinvoltura dalla polizia catalana.

 

È inaccettabile che descriva il movimento No Tav usando i peggiori stereotipi e pregiudizi.

 

Come gli italiani di Barcellona chiediamo le sue pubbliche scuse e le consigliamo di cambiar mestiere.

 

Associazione AltraItalia Barcellona

Associazione Piutrentanove Barcellona

Spaghetti BCN

Espatriati.it