Denuncia e verita storica presentazione campagna altraitalia

L’Italia è nella terra del paese europeo. È la terra del clima tiepido. È la patria di 40 milioni persone. Stati Uniti d’America, USA è un paese sviluppato con 50 stati nel suo territorio. La capitale di questo paese è Washington. È la zona giorno per 327 milioni persone. Funziona bene a livello socioeconomico. Esiste una relazione bilaterale tra la Repubblica italiana e gli Stati Uniti d’America. La relazione è la condotta del rapporto economico, politico e culturale tra questi due Stati sovrani, USA e Italia. Come risultato di questa relazione diplomatica emerge. Stati vincolati da questa relazione scambiano gli agenti diplomatici a scopo di collaborazione. Il bilateralismo ha avvertito gli accordi economici come als (accordi di libero scambio) e FDI (investimenti esteri diretti).

L’Italia è inondato di relazioni calde e amichevoli da parte degli Stati Uniti d’America. Dal 1840 esiste una relazione diplomatica tra Stati Uniti e Italia. A causa dell’omicidio di 11 italiani a New Orleans (Stati Uniti) e il fallimento del governo degli Stati Uniti per affrontare la situazione; la relazione bilaterale è stata recise tra questi due Stati. Ha gradualmente portato alla ripartizione della relazione durante il periodo di 1941 a 1943. Durante questo periodo, questi Stati erano in guerra tra loro. Dopo la seconda guerra mondiale, l’Italia si sviluppò per essere una nazione forte. In seguito, l’Italia ha cercato di collaborare con gli Stati Uniti nel campo della lotta e del conflitto civile. Alla fine, l’Italia ha convenuto di cooperare con gli Stati Uniti nell’evoluzione delle politiche di difesa, mantenimento della pace e sicurezza. Dopo questa recente evoluzione della relazione bilaterale tra Italia e Stati Uniti, l’Italia ha ospitato molte forze militari statunitensi a Vicenza, esercito a Livorno, aeronautica militare ad Aviana, Napoli e Gaeta. La relazione è così buona. Può essere visto attraverso le azioni di queste due nazioni. Gli Stati Uniti hanno stanziato circa 11500 militari personali in Italia. Dall’altra parte, l’Italia ospita la NATO Defence College (Roma). Vedere qui per le azioni dettagliate svolte nella comprensione tra Italia e Stati Uniti.

L’Italia è membro attivo dell’atto anti terrorismo. Sia l’Italia che gli Stati Uniti concordano in molti accordi e politiche. Si sforzano per la pace, la prosperità e la sicurezza. Oltre a questa collaborazione, esiste anche la sana cravatta culturale ed economica. Un buon rapporto con il buon compagno è sempre il migliore per la crescita perfetta e rapida in tutti i campi del tempo.

Votiamo no al referendum

Un model de política que comprèn els estudis d’economia i socials que transfereix el control de tots els factors econòmics a les mans de sectors privats en lloc de donar el control al sector privat es coneix com a neoliberalisme. El principi del neoliberalisme és que el creixement econòmic es pot aconseguir a través de l’augment de la competència mitjançant la desregulació de la salut, el treball, les lleis mediambientals, socials i assistencials. S’obrirà el mercat nacional a la competència de països estrangers i limita el paper del govern estatal en els assumptes locals, ja que recomana la privatització dels actius de l’estat. Liberalitza les polítiques econòmiques. Així, augmenta la influència de les empreses en l’àmbit governamental. Llegeixi la meva ressenya aquí per saber-ne més.

El neoliberalisme es basa fermament en la creença que el benefici ha de ser guanyat per la industrialització d’energia i de capital a qualsevol cost. El govern s’assegura que totes les demandes dels rics industrials i els homes de negocis es compleixen amb les noves reformes econòmiques. S’agafaran lentament tots els béns públics i restringeix el govern en la defensa i la creació de mercats. El consumisme, el comerç mundial i el deute són promoguts pel neoliberalisme.  En última instància, s’ha de subordinar l’equitat, la democràcia, la llibertat, la justícia social i les causar violència econòmica sobre els pobres.

Nodreix la desigualtat. El gran efecte de les polítiques neoliberals són les crisis del deute, el col·lapse de divises, les economies que s’estavellen, l’augment de l’atur, l’augment dels preus dels combustibles i dels aliments A part d’això, hi ha mals efectes socials que estan associats amb el neoliberalisme, com reduir les subvencions per als pobres i baixar el fons per a ser gastats per a la salut pública, l’educació i el benestar. Hi ha molts moviments de la gent que estan succeint a tot el món protestant aquestes noves reformes. No obstant això, els governs de tots aquests països en què la gent es revolten van ser suprimits immediatament.  Les persones que qüestionaven les polítiques neoliberals van ser defamoses o ignorades.

L’economia neoliberal ha fallat seriosament i no ha pogut complir els següents aspectes:

  • El benefici de creixement ha estat molt difícil d’avaluar
  • L’augment de la desigualtat i les seves conseqüències posteriors són molt importants.
  • L’augment de la desigualtat ha provocat un dany substancial al creixement

Hi ha moltes persones que pateixen a tot el món a causa de les reformes econòmiques adaptades com a conseqüència del neoliberalisme i la globalització. Els pobres no tenen el recurs ni els diners per combatre els gegants industrials i organitzacions empresarials que són la força impulsora d’aquest moviment.  Les persones que s’enfronten a problemes han d’unir-se junts per lluitar contra la causa comuna perquè les seves demandes siguin escoltades.

noi e l’altra italia

I nostri principi

L’Associazione AltraItalia nasce, e lotta, per apportare nuove forze, idee e forme di mobilitazione all’attuale dibattito politico e culturale. Vuole contribuire al rinnovamento del fare politica, nel modo e nei contenuti, al potenziamento della democrazia intesa come partecipazione delle persone e confronto dei bisogni, superando l’ottica elettoralista dei partiti e dei loro attuali dirigenti e riportando l’etica al centro della pratica e del linguaggio politico.

L’Associazione ha cominciato ad esistere per l’interesse – e la crescente preoccupazione – dei suoi associati rispetto alla situazione politica, sociale, morale e culturale Italiana, che, secondo una riflessione maturata attraverso varie iniziative, è alla base del fenomeno di “fuga dei cuori” (oltre che di “cervelli”) che crediamo contraddistingua in modo particolarmente calzante la situazione di molti giovani italiani all’estero. D’altra parte, AltraItalia si prefigge di proiettare questi temi in ambito locale (Catalunya), europeo e internazionale, sviluppando un dibattito che tragga spunto dalla situazione italiana – forse il caso patologicamente più grave di un malessere che colpisce tutte le società occidentali, tanto dal punto di vista politico che economico – però non si esaurisce in essa, e anzi cerca di costruire legami e collaborazioni operative con realtà associative, culturali e politiche, che operano a livelli diversi.

Le radici culturali dell’Associazione sono nella tradizione della sinistra Italiana ed europea, dei suoi partiti, ma anche dei movimenti di varia ispirazione, dal movimento altermondialista al volontariato, che negli ultimi anni hanno rappresentato spesso i momenti di maggiore vitalità e rinnovamento. Allo stesso tempo, l’Associazione ritiene che in molti casi questi ‘steccati’ siano oggi obsoleti. A fronte delle nuove sfide poste dai cambiamenti geopolitici mondiali e le loro ripercussioni locali, è necessario guardare al futuro e definire un nuovo paradigma di azione e partecipazione per una cultura democratica e antagonista, che coinvolga e mobiliti tutti coloro che – per quanto provenenti da culture e posizioni politiche diverse – si riconoscano nel suo programma di attività. Il grave deficit di democrazia che stiamo vivendo riguarda tutti; potenzialmente, a tutti gli interessati AltraItalia intende offrire uno strumento di dibattito vitale e di partecipazione incisiva che oggi i raggruppamenti tradizionali difficilmente riescono a dare.

Ci si prefigge dunque di contribuire – attraverso la promozione di attività, dibattiti, iniziative politiche, manifestazioni, testi scritti e campagne di comunicazione, o attraverso la partecipazione a iniziative simili promosse da altri gruppi, associazioni e partiti politici – allo sviluppo di una nuova politica laica, progressista, e ugualitaria in Italia e in Europa.

L’Associazione non è un partito né vuole esserlo, in quanto ha l’ambizione di includere, dare voce e confrontarsi anche a persone che non si riconoscono negli attuali schieramenti politici. Però vuole esercitare una sana azione di pressione e ricerca della qualità nelle proposte dei nostri rappresentanti, e quando ciò non fosse possibile, di stimolare forme di partecipazione alternative che si facciano portatrici di queste istanze.

L’Associazione agirà prevalentemente in Catalogna, dove ha sede, ma è interessata e disponibile a collaborare alle iniziative di carattere transnazionale.

Catalogna è una comunità nella regione della Spagna. Quattro province sono presenti in Catalogna. Esso comprende Barcellona, Girona, Lleida e Tarragona. Le lingue che sono rese ufficiali qui sono catalano, spagnolo, dialetto occitano e Aranese. Il clima variegato è sperimentato nella terra della Catalogna. Sulla base del fattore geomorfologico, la Catalogna è divisa in 3 unità. Per la vita economica e sociale della Catalogna, ecco un grande post da leggere.

 

Gli ambiti di azione

Gli ambiti di interesse prioritari dell’Associazione sono i seguenti:

 

1)    Lotta contro la criminalità organizzata e i legami tra mafie, politica e mondo delle imprese, in Italia e altrove, dando voce alle vittime, studiando tendenze ed episodi allarmanti in quanto alla delegittimazione operata da forze politiche e sociali rispetto a chi combatte la mafia in prima linea, e denunciando e svolgendo un’azione costante di informazione e educazione rispetto al problema, per esempio captando e diffondendo eventuali segnali di infiltrazioni mafiose in Catalunya

 

2)    Promozione del protagonismo delle donne nella società e dell’educazione contro la violenza di genere; difesa e impulso dei diritti civili e di cittadinanza per le minoranze culturali, etniche, religiose e sessuali – specialmente in riferimento alla progressiva restrizione o alle flagranti violazioni di tali diritti in Italia e altrove – mediante iniziative autonome dell’Associazione e attraverso l’appoggio a programmi e a politiche europee e internazionali, oltre alla proposta e promozione di soluzioni progressiste per le situazioni di emergenza; sviluppo di iniziative di conoscenza e scambio tra comunità; educazione alla diversità e alla tolleranza; lotta contro la “cultura della paura”, il patriottismo becero e ogni tipo di integralismo;

 

3)    Studio e contributo all’affermazione di un nuovo concetto di cittadinanza europea che favorisca la capacità/possibilità di partecipare alla vita pubblica e politica senza stretti vincoli nazionali, incluse forme di democrazia diretta; appoggio a politiche nazionali di stampo internazionalista e lotta contro i nazionalismi reazionari. L’Associazione ha come riferimento ideale l’Europa dei Popoli, solidale e federale, che promuove l’autodeterminazione senza che questa si trasformi in un progetto di esclusione

 

4)    Coinvolgimento e piena cittadinanza per i cittadini italiani discendenti diretti della nostra emigrazione nel mondo; democratizzazione e miglioramento dell’efficacia delle nostre istituzioni di rappresentanza all’estero.

 

5)    Lotta al precariato, alla gerontocrazia e alla mancanza di trasparenza nelle carriere pubbliche e private; sostegno a campagne e progetti che promuovano l’uguaglianza di opportunità, il merito, la prevenzione sul lavoro, e l’appoggio a iniziative che promuovano salari degni nella ricerca, nell’istruzione, nei servizi pubblici

 

6)    Promozione dei concetti di sviluppo sostenibile e “de-crescita”, riconoscendo che l’attuale crisi economica globale e i suoi effetti locali sono un aspetto strutturale, e non più congiunturale, del capitalismo avanzato, e che per garantire la qualità della vita e della convivenza civile nelle società interessate da questo cambio epocale – in Italia e in Spagna come altrove – è necessario un ripensamento generale delle strategie, priorità, soggetti e meccanismi del governo dell’economia, per un concetto di sviluppo e benessere non confuso con la pura crescita economica ma orientato alla qualità, alla giustizia e alla solidarietà

 

7)    Lancio di – e appoggio a – iniziative di valorizzazione e protezione delle risorse naturali, culturali e paesaggistiche; denuncia dello sfruttamento e dell’uso insostenibile del territorio; promozione di una mobilità sostenibile e della gestione efficiente dei residui; sostegno alla ricerca per le energie pulite e rinnovabili; lotta alla sperimentazione incontrollata ed imprudente di tecnologie potenzialmente pericolose per l’ambiente e per la salute delle persone, come gli organismi geneticamente modificati. L’Associazione AltraItalia si dichiara anti-nuclearista, ritenendo tale tecnologia obsoleta, contraria ad ogni modello di sostenibilità e di gestione anti-trust dell’energia, e quindi irrimediabilmente anti-ecologica.

 

8)    Lotta alla privatizzazione della cultura, dell’informazione, dell’educazione e della sanità, mantenimento e ristrutturazione dello stato sociale secondo criteri di efficienza, equità, eguaglianza di accesso, trasparenza, innovazione e democrazia partecipativa, appoggio a iniziative di democratizzazione dell’accesso al consumo e alla produzione culturale

 

9)    Appoggio a un’educazione laica, che promuova l’informazione e la responsabilità sociale dei giovani come cittadini ed escluda le morali religiose tra le materie di insegnamento nella scuola dell’obbligo; e a una sanità laica, che garantisca il diritto di cura e di scelta per tutti i cittadini, i residenti e tutte le persone che si trovano in territori diversi da quelli di origine per motivi di lavoro, politici, sopravvivenza o turismo.

 

10)    Difesa della Costituzione repubblicana e promozione e sviluppo dei suoi aspetti progressisti, riconoscendo che la carta costituzionale non è un blocco monolitico ma che, a partire dai suoi principi ispiratori, universalmente validi, i contenuti possono e devono adattarsi alle nuove circostanze per garantire sempre e comunque il corretto e giusto funzionamento del nostro sistema democratico, anche a fronte degli attacchi di coloro che questi principi e meccanismi vorrebbero scalfire per calcoli e disegni di parte; difesa dell’autonomia dei poteri, in Italia e altrove; difesa del sistema democratico come mezzo e fine delle trasformazioni sociali; difesa della memoria e degli ideali della Resistenza italiana e di tutti i movimenti di lotta antifascista, di liberazione e di progresso; sensibilizzazione della comunità italiana in Spagna e degli italiani in generale rispetto alla storia moderna Spagnola.

altra italia

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vamos adelante

| admin | 18 ene 2010

Disculpa, pero esta entrada está disponible sólo en Italiano.

Il socialismo è ben sperimentato in quasi tutte le parti in Italia e nei dintorni. Il socialismo è il sistema economico e politico puramente basato sulla proprietà statale nei termini di produzione e distribuzione. Questo approccio verso il socialismo è stato ben sperimentato da Karl Marx e Friedrich Engels. Durante il periodo della rivoluzione industriale, le vedute di queste persone sono state disturbate moltissimo. In questo momento, il capitalismo ha portato a cambiare il salario per le fatiche. Come risultato di ciò, i proprietari del settore hanno iniziato a pagare le fatiche con un minor numero di importi rispetto alla quantità di produzione. I proprietari nascondono l’eccesso di quantità per le loro tasche. Marx era molto disturbato da questa disuguaglianza del capitalismo. Il capitalismo è dettagliato in questo sito.

Un sistema economico socialista è un grande passo per eliminare le disuguaglianze e le cause di tale sfruttamento. Questo tipo di sistema economico mette una carta terminale al sistema di classe, le disuguaglianze e la discriminazione. Essa favorisce il benessere collettivo dello stato economico. In termini di produzione e distribuzione; il socialismo e il capitalismo differiscono per definizione. In questo tipo di sistema economico socialista, le esigenze del popolo sono pienamente soddisfatte. Non si concentra molto sul profitto del business. Questo sistema economico è ben pianificato e non è influenzato dal mercato. In questo sistema ha il controllo su ciò che viene prodotto e consumato. Tutti gli altri attributi sono decisi e impostati dal governo stesso. Come risultato di questo, non c’è nessun mercato libero. Gli esseri umani dipendono dalle risorse umane e dai loro benefici. Ciò si traduce nella vita sociale regolata dal governo stesso.

Le società differiscono anche tra le società socialiste e le società comuniste. Di fronte alla società capitalista, la società socialistica offre molti servizi a quasi tutti i cittadini. I servizi includono supporto finanziario, assistenza medica, schemi di alloggio, istruzione e molti altri. Il socialismo prende la sua forma in un effetto diversificato. Alcune delle caratteristiche dell’economia socialistica sono:

  • Lo stato decide le attività economiche e il mercato non ha alcun ruolo da svolgere
  • La proprietà è comune
  • Lo sfruttamento rimane non sfruttato
  • Si osserva anche un importante cambiamento strutturale
  • La disuguaglianza e la discriminazione sono banditi

• La funzione amministrativa entra in fase di dissoluzione della proprietà privata e della classe economica

Tags: altra italia, altraitalia, altraitaliabcn, associació, barcelona, giustizia sociale, libertá, libertaria, socialismo

Ciclo: ‘Finanzas y Ética ¿Oxímoron?’, ¡para entender y actuar!

(Italiano) CONCERT DE GIULIA Y LOS TELLARINI

Recaptació de fons per Stop Bales de Goma

DIVENDRES 10 DE FEBRER

Teatre Gespa

C/Sant Pere Més Alt, 25, Barcelona

@AltraItalia        – 21 gener 2012 – No Comments »

No a la dictadura financera. Aturem les retallades!

@Marcelus         – 20 gener 2012 – No Comments »

El Fòrum Social Català convoca la ciutadania a una manifestació, sense banderes ni sigles, el dissabte  28 de gener 2012 a les 17h a Plaça Catalunya / Ronda Sant Pere, de Barcelona

“No a la dictadura financera. Aturem les retallades!

Ens trobem en un moment de greu crisi del sistema, conseqüència de la cobdícia de banquers i grans empresaris i del malbaratament dels recursos públics -salvant bancs i fent obres faraòniques…- que ha mostrat la cara més ferotge del capitalisme neoliberal i de la globalització. La crisi econòmica ha mostrat l’estat del benestar precari en el que vivim, una manca de llibertats democràtiques i una societat fortament desigual que va camí de la fractura social.

El neoliberalisme és un tema seriós que s’enfronta a molts països, ja que ha generat una bretxa entre les persones. La desigualtat està en augment. Rich esdevé més ric i pobre es torna més pobre. Anar a través d’aquesta referència útil aquí per saber més sobre ell i com la gent ha de tractar d’unir-se per protestar per ella.

Mentre que a Davos, al Fòrum Econòmic Mundial, els més rics es reuneixen per consolidar el neo-liberalisme, a Catalunya més de 742.000 persones estan a l’atur, 1 de cada 5 catalanes està empobrida. Però tot i això, els béns de luxe que només es poden permetre uns pocs baten records de vendes. Els hospitals tanquen plantes senceres i serveis d’urgències, els Centres d’Atenció Primària redueixen els horaris, l’educació pública cau en el més absolut oblit, s’executa pràcticament un desnonament cada hora, s’expulsa dels serveis socials els més pobres i així i tot, els grans consorcis empresarials augmenten els beneficis mentre es dediquen a reduir les plantilles.

Per això, és urgent i necessari que la ciutadania prenguem el carrer per fer sentir la nostra veu i la de les persones més desafavorides. És més urgent que mai que canviem el rumb de les polítiques neoliberals que només beneficien als més rics, al l’1% de la població mundial que acumula prou riquesa per exercir un enorme poder sobre els països i els pobles.

Per això, des del Fòrum Social Català, espai de trobada obert, divers, plural, no confessional, no governamental i no partidari, que aplega més de 300 organitzacions, cridem tota la ciutadania a fer sentir la seva veu el proper dia 28 de gener a les cinc de la tarda a una manifestació sense banderes ni sigles, que sortirà de Plaça Catalunya / Ronda Sant Pere. Confluirem en el recorregut de la manifestació amb Plataforma Prou Retallades  que sortirà de Rambla Catalunya/ Ronda Universitat.

Perquè tenim dret a decidir el nostre futur. Perquè si convertim les propostes en projectes, si ens unim i alcem la nostra veu, el canvi serà possible.

Passemde la indignació a l’acció! No a la dictadura financera! Aturem les retallades

Una altra política és possible! Una altra economia és necessària!

Fem possibles una altra Catalunya i un altre món!

Atenció!

Les organitzacions ja poden adherir-se a la manifestació i al procés del FSCat del 2012, tot enviant un correu a info@forumsocialcatala.cat

Fòrum Social Català

traducción: http://translate.google.es/#ca|es|

traduzione: http://translate.google.es/#ca|it|

Per una memòria exemplar en temps de crisi

@AltraItalia        – 19 desembre 2011 – No Comments »

“L’eclipse de la democràcia” després de deu anys del G8 de Gènova

@Marcelus         – 08 desembre 2011 – No Comments »

comunicat

@AltraItalia        – 07 desembre 2011 – No Comments »

Ho sentim peró encara aquest contingut està disponible només en Italiano.

 

MAI MORTS de Renato Sarti amb Bebo Storti

@AltraItalia        – 22 novembre 2011 – No Comments »

Mai morts és un espectacle que provoca debat, ràbia, que divideix, emociona i commou. Amb una escriptura evocadora (una mena d’afabulació negra), Renato Sarti repassa la nostra història recent a través de les narracions d’un home mai penedit, per reflexionar sobre la dificultat d’extirpar, encara avui dia, en Itàlia, racisme, nacionalisme i xenofòbia.

 

Bebo Storti assumeix la tasca difícil de donar veu a aquest nostàlgic del vintenni feixista, avui compromès de ple en la defensa de l’ordre públic contra transvestits, extra comunitaris, gitanos i drogadictes.

 

“Mai morti” era el nom d’un dels batallons més terribles de la X Mas. El personatge recorda amb nostàlgia delirant el magma inquietant del planeta feixista i aquesta organització que va col·laborar amb els nazis en la repressió dels maquis.

 

En una nit milanesa de l’actualitat el protagonista s’endinsa en records sagrats, llunyans i estimats. Rememora amb admiració les actuacions de la Ettore Muti, una banda feixista que Mussolini va ascendir a legió autònoma i que marcaria tràgicament la memòria de la ciutat per la crueltat de les tortures infligides a centenars d’antifeixistes.

 

Divendres, 25 de novembre · 20:30

 

Teatre Gespa, Centre Sant Pere Apòstol

 

Carrer de Sant Pere més Alt, 25 – Barcelona

 

Entrada gratuïta fins a exhaurir la capacitat de la sala. Durada 1h i 10’

 

Espectacle teatral “MAI MORTI” (Mai morts) amb Bebo Storti.

 

Dramatúrgia i direcció de Renato Sarti, Teatro della Cooperativa, Milà (en italià amb subtítols en català).

 

Amb la col·laboració d’Aicvas, Memorial Democràtic i de l’Associazione Memoria Storica “Giovanni Pesce” i –

, Teatro della Cooperativa de Milà

 

Catalunya i Itàlia. Memòries creuades, experiències comunes. Feixisme i antifeixisme des de la Guerra Civil fins a la Transició (1936-1977)

@AltraItalia        – 14 novembre 2011 – No Comments »

 

 

Les jornades volen contribuir a la construcció de les memòries democràtiques de Catalunya i Itàlia. 25 i 26 de novembre, Museu d’Història de Catalunya.

 

Les jornades Catalunya i Itàlia. Memòries creuades, experiències comunes. Feixisme i antifeixisme des de la Guerra Civil fins a la Transició (1936-1977) volen contribuir a la construcció de les memòries democràtiques de Catalunya i Itàlia. L’objectiu és cercar l’enfortiment mutu en l’articulació dels necessaris camins de memòria dins l’àmbit europeu compartit.

 

Entre d’altres, hi participaran els historiadors Giovanni Cattini, Marco Puppini, Claudio Venza, Andy Durgan, Lucia Ceci, Javier Tébar, Andrea Tappi, Flavio Guidi, Paola Lo Cascio, Laura Zenobi, Xavier Domènech i Giuseppe Aragno; els escriptors Xavier Vinader, Saverio Ferrari, l’exdiputat Alberto Tridente, el portaveu de la Comissió de la Dignitat, Josep Cruanyes, l’advocat Jaume Asens i el president del Memorial Democràtic dels Treballadors de Seat, Carles Vallejo. La conferència inaugural la impartirà l’historiador Joan Villarroya.

 

El congrés és el resultat de més de dos anys de feina del “Grup Memòria Històrica” dell’Associació Altraitalia (memoria@altraitaliabcn.org).

 

 

Informació i inscripcions:

 

Entrada lliure.

 

Per telèfon: 93 551 91 55 (de dilluns a divendres, de 9h a 14h)

 

Per correu electrònic: memorialdemocratic@gencat.cat

 

Cal adjuntar:

 

Nom complet:

 

Telèfon de contacte:

 

Correu electrònic:

 

Entitats col·laboradores:

 

Associació Catalana d’Expresos Polítics, Comissió de la Dignitat, Fundació Andreu Nin, Horitzó Europa, Spagna Contemporanea, Cometa – Trimestrale di critica della comunicazione, Associazione Storie In Movimento, Osservatorio Democratico sulle Nuove Destre, Teatro della Cooperativa, Associació per a la Recuperació de la Memòria Històrica de Catalunya, Amical de Mauthausen i altres camps, ANPI Spagna, Ajuntament de Granollers, Associació Contra la Tortura, La Fraternitat de la Barceloneta, La Commissió sobre la Memòria de les Cooperatives del Moviment 15M de la Barceloneta, Associació A les trinxeres, Associació Filferrades, Espais de Memòria de l’Ajuntament de Sant Adrià del Besòs.

 

Agraïments: Juan Goytisolo, Giulietto Chiesa, Paolo Flores d’Arcais i Antonio Tabucchi.

 

EVENTO FB

 

MEMORIAL DEMOCRÀTIC – GENERALITAT DE CATALUNYA http://bit.ly/tZrGQi

 

ALTRAMEMORIA www.altramemoria.org

 

ALTRAITALIA www.altraitaliabcn.org

 

AICVAS (Associació Italiana Combatents Voluntaris Antifeixistes d’Espanya) www.aicvas.org

 

ASSOCIAZIONE MEMORIA STORICA ‘GIOVANNI PESCE’ www.memoriedispagna.org

 

MUSEU D’HISTÒRIA DE CATALUNYA www.mhcat.net

 

Programma: Scarica il PDF (590kb)

 

Mapa: Museo d’Història de Catalunya

 

Info: AltraMemoria.org

 

A totes les sessions es disposarà de traducció simultània català-italià / italià-català

LA REPUBBLICA ITALIANA È NATA DALL’ANTIFASCISMO!

131102 – Cara al sol

FIRMATE, FIRMAD, SIGNEU!

(más adelante la versión en castellano)

Siamo cittadine e cittadini italiani che vivono in Spagna, o che dall’Italia seguono con interesse i temi della memoria storica.

Lanciamo un appello a tutta la cittadinanza affinché richieda che le SS.VV. smentiscano pubblicamente quanto dichiarato in data 26 ottobre c.m. sulla pagina web della Falange Española e sul sito della Fundación Francisco Franco, dove si esplicita il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Madrid dell’atto in omaggio ai caduti italiani nella guerra civile celebratosi ieri, 2 novembre, presso la chiesa di San Antonio da Padova di Saragozza.

Durante gli anni venti il fascismo inizia in pochi paesi europei ed è contro le ideologie del fascista. Al tempo del periodo Mussolini i movimenti antifascista iniziarono e questo si diffuse nella maggior parte dei paesi del mondo. Questo movimento funge da elemento per tenere posizioni politiche diverse, come i punti di vista comunisti, socialisti, democratici e anarchici. È possibile accedere a questo sito Web per saperne di più sulla copertura di anti fascismo

L’atto è inserito all’interno di una serie di omaggi ai caduti del Corpo Truppe Volontarie, che rappresentarono il contributo della dittatura di Mussolini all’instaurazione del regime franchista in Spagna, ed è organizzato dalla F.H.L. (Fundación Hispano Latina) e dall’A.N.C.I.S. (Associazione Nazionale Combattenti Italiani in Spagna), ente che esalta la memoria dei militari mussoliniani che vennero in Spagna ad appoggiare le truppe golpiste di Franco.

Chiediamo altresì al signor Ambasciatore che chiarisca le circostanze della celebrazione del 4 novembre presso il consolato italiano a Madrid, a cui la F.H.L. e l’A.N.C.I.S. dichiarano di prendere parte come invitati.

Consideriamo che se tale patrocinio e invito esistessero, sarebbero in flagrante contraddizione con le istituzioni che rappresentano all’estero la Repubblica Italiana, fondata sull’antifascismo, che non può dare spazio né sostegno a figure e associazioni che si richiamano esplicitamente a condotte dittatoriali e antidemocratiche.

Detta A.N.C.I.S., infatti, si riconosce pienamente nei principi del fascismo e fu fondata nel 1949 da Arconovaldo Bonacorsi, efferato massacratore di repubblicani spagnoli, che tuttora è ricordato con odio nelle Isole Baleari con il nome “Conde Rossi”, responsabile dell’occupazione fascista delle medesime isole e della repressione senza scrupoli che ne seguì. Dopo la Liberazione, fu fra i fondatori del partito neofascista MSI, avvocato di criminali nazisti e nel 1958 fu anche ricevuto e omaggiato a Madrid dal dittatore Franco.

La partecipazione dell’Ambasciata italiana a queste commemorazioni annuali indette dall’A.N.C.I.S. non è affatto nuova, sembra invece il ripetersi di una impune tradizione di apologia del fascismo presso le più alte rappresentanze della Repubblica Italiana in Spagna (si vedano i link in calce relativi alle passate edizioni), su cui riteniamo che sia arrivato il momento di fare chiarezza.

Facciamo appello quindi all’Ambasciatore italiano in Spagna, sig. Pietro Sebastiani e al Viceconsole onorario a Saragozza, Sig. Massimo Marchetti, affinché rispettino la nostra Costituzione e rispondano al più presto alla nostra richiesta, giustificando (ove possibile) anche gli atti analoghi degli anni precedenti, quando il Sig. Sebastiani ricopriva già la carica di Ambasciatore d’Italia in Spagna ed il Sig. Marchetti quella di Viceconsole onorario.

Costituzione della Repubblica Italiana.

– XII disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana «da definirsi finale e non transitoria» (ord. 10-17 marzo 1988, n. 323)

È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

– Legge 20 giugno 1952, n. 645, in materia di “Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione”

Art. 1. (Riorganizzazione del disciolto partito fascista)

Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione o un movimento persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politico o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principii, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.

Art. 5. (Manifestazioni fasciste)

Chiunque con parole, gesti o in qualunque altro modo compie pubblicamente manifestazioni usuali al disciolto partito fascista è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a lire cinquantamila.

Siti di riferimento:

Per i “pellegrinaggi” indetti dall’A.N.C.I.S. negli anni precedenti:

2014: http://lafalange.com.es/?p=5821

2013: http://lafalange.com.es/?p=1396

2012 (in presenza del precedente ambasciatore):

http://lafalange.com.es/?p=1396

http://destrapermilano.blogspot.com.es/2012/10/pellegrinaggio-ancis-in-spagna.html

2008 (in cui si documenta la presenza dell’ambasciatore del vice-console onorario Sig. Marchetti)

http://www.foroporlamemoria.info/noticia.php?id_noticia=5461

L’embaixador italià participa a Zaragoza en un homenatge als feixistes italians que combateren a la Guerra Civil

La documentazione può continuare per gli anni precedenti.

Altri siti di riferimento:

https://it.wikipedia.org/wiki/Arconovaldo_Bonacorsi#cite_note-57

http://www.fideus.com/memoria%2021%20-%20bonaccorsi.htm

https://es.wikipedia.org/wiki/Iglesia_de_San_Antonio_de_Padua_(Zaragoza)

CASTELLANO

Somos ciudadanas y ciudadanos italianos residentes en España, o que desde Italia siguen con interés los temas de la memoria histórica.

Apelamos a todos los ciudadanos para que pidan que VV. SS. desmientan públicamente la declaración publicada el pasado 26 de octubre en la página web de Falange Española y en la página de la Fundación Francisco Franco, donde se afirma que existe un patrocinio de la Embajada de Italia en Madrid al acto de homenaje a los caídos italianos de la guerra civil, celebrado el 2 de noviembre, en la iglesia de San Antonio de Padua de Zaragoza.

El acto es parte de una serie de homenajes a los soldados caídos de los C.T.V. (Corpo Truppe Volontarie), que representó a la contribución de la dictadura de Mussolini al establecimiento del régimen de Franco en España, y está organizado por la FHL (Fundación Hispano América) y el A.N.C.I.S. (Asociación Nacional de combatientes italianos en España), una organización que exalta la memoria de los militares que Mussolini envió a España para apoyar el golpe de Estado de las tropas de Franco.

Pedimos además que el Señor Embajador aclare las circunstancias de la celebración del 4 de noviembre en la Embajada de Italia en Madrid, a la cual tanto la F.H.L., como el A.N.C.I.S. declaran que asistirán como invitados.

Consideramos que si este patrocinio y esta invitación se confirmaran entrarían en clara contradicción con las instituciones que representan en el extranjero la República italiana, fundada sobre el antifascismo, que no puede dejar espacio ni apoyar figuras y asociaciones que exaltan explícitamente conductas dictatoriales y antidemocráticas.

El A.N.C.I.S. se identifica en los principio del fascismo y fue fundada en 1949 por Arconovaldo Bonacorsi, feroz verdugo de republicanos españoles, que hoy en día aún es recordado con odio en las Baleares con el nombre de “Conde Rossi”, responsable de la ocupación fascista de las islas y de la sucesiva represión sin escrúpulos. Después del final del fascismo, Bonacorsi estuvo entre los fundadores del partido neofascista MSI, abogado de criminales nazistas y en 1958 fue homenajeado públicamente en Madrid por Franco.

La participación de la embajada italiana en estas conmemoraciones anuales organizadas por el A.N.C.I.S. no es algo nuevo, parece en cambio la reiteración de una impune tradición de apología del fascismo relacionada con las más altas representaciones de la República Italiana en España (vean los enlaces a pie de página relativos a las “peregrinaciones” de los años pasados), sobre la cual pensamos que haya llegado el momento de pronunciarse oficialmente.

Pedimos por lo tanto al Embajador italiano en España, Señor Pietro Sebastiani y al Vicecónsul honorario de Zaragoza, Señor Massimo Marchetti, que defiendan nuestra Constitución y contesten a la presente carta, aclarando también los motivos de los homenajes análogos de los años anteriores, cuando el Señor Sebastiani ya ostentaba el cargo de Embajador en España y el señor Marchetti el de Vicecónsul honorario.

XERRADA SOBRE KURDISTAN, ROJAVA I EL CONFEDERALISME DEMOCRÀTIC COM A SOLUCIÓ KURDA PER L’ORIENT MITJÀ

A càrrec de Kurdiscat – Comitè Català de Solidaritat amb Kurdistan, amb la col·laboració del Centre Euro Àrab de Catalunya.

 

Presenten una querella pels bombardejos

de l’aviació feixista italiana durant la guerra civil

Catalunya Ràdio 16/01/2013 LINK

Reabierto el frente judicial por los crímenes de la Guerra Civil

El País 23/01/2013 LINK

L’Audiència de Barcelona ordena investigar per primer cop

a l’Estat els crims de la Guerra Civil

Catalunya Ràdio 16/01/2013 LINK

La trasformazione si svolge attualmente nella regione curda. Le persone stanno celebrando la vera democrazia e si organizzano le assemblee e le cooperative. Hanno dichiarato il loro stato come autonomia. Le idee sulla femminista e sugli anti-capitalisti sono fioriti nel loro paese. Tutti questi cambiamenti, che sono venuti in esistenza sono dovuti al confederalismo democratico. Ha reso il popolo del Kurdistan per muoversi verso il realismo e si diffuse ampiamente in Medio Oriente. C’è stata una visita nell’ultimo anno a Bakur, una parte del confine con la Turchia e Rojava, che è considerato come una regione autonoma in Siria.

Nell’Impero ottomano, la regione del Kurdistan si trova nella parte orientale. Alla fine della seconda guerra mondiale gli inglesi, i francesi e gli altri alleati fecero divisione nell’Impero. Durante quel periodo molti dei curdi cercarono di stabilire il loro potere nello stato di loro e finalmente fallirono. Turco ha ottenuto Repubblica nell’anno 1923. e l’ideologia nazionalista è stata abbracciata. È stato considerato come un criminale se vi è alcun riferimento al non turco è stato riferito. La lingua curda era vietata a parlare. Il numero di rivolte dell’Impero curdo è stato effettuato da Mustafa Kamal e si traduce nella morte di decine di migliaia di persone.

La popolazione del Medio Oriente di curdo fu divisa tra quattro stati chiamati Turchia, Iraq, Siria e Iran. Quattro parti del Kurdistan sono rispettivamente conosciute come Bakur, Bashur, Rojava e Rojhilat. Il partito operaio Kurdistan è stato ritrovato il 1978Che si basa sulle idee del leninista marxista che si basa sulla liberazione nazionale. Molte lotte sono state prese dalla parte dei lavoratori per ottenere indipendente per Kurdistan. La lotta armata fu torturata e assassinata. Nel 1990 circa 3000 villaggi sono stati sistematicamente bruciati. Il leader, Abdullah Ocalana di questo è stato catturato nel 1999. i messaggi e tutte le dichiarazioni del partito lavoratori cominciarono a cambiare. Criticarono gli Stati nazionali e miravano a fondare il Kurdistan indipendente in un confederalismo democratico. Questo popolo a Bakur, che è il confine del turco, prova queste idee di confederalismo democratico in pratica per il passato nel corso di qualche decennio. Per stabilire questo incontro è stato condotto ogni tre mesi ed è svolto da molti rappresentanti, gruppi etnici e partiti politici.

La Audiencia de Barcelona admite una querella

sobre los bombardeos de la ciudad durante la Guerra Civil

La Aventura de la Historia 23/01/2013 LINK

 

 

 

 

ROCK CONTRA LA IMPUNITAT

L’Associazione AltraItalia nasce, e lotta, per apportare nuove forze, idee e forme di mobilitazione all’attuale dibattito politico e culturale. Vuole contribuire al rinnovamento del fare politica, nel modo e nei contenuti, al potenziamento della democrazia intesa come partecipazione delle persone e confronto dei bisogni, superando l’ottica elettoralista dei partiti e dei loro attuali dirigenti e riportando l’etica al centro della pratica e del linguaggio politico.

In Guatemala, la Commissione internazionale contro l’impunità è stata condotta il 12 dicembre 2006. L’obiettivo di questa Commissione è indagare e perseguire i reati che si svolgono in Guatemala. È stato esaminato il numero di casi sensibili e la difficile situazione. L’obiettivo è rafforzare l’istituzione giudiziaria. Il crimine condotto dai gruppi illegali è seriamente opposto.  Dopo alcuni periodi il Presidente del Guatemala ha annullato l’accordo tra la nazione unita e il Guatemala. La ragione di tale cessazione dell’accordo era dovuta agli atti illeciti e all’abuso di autorità contro la costituzione. Ma la nazione unita ha respinto la cessazione e l’alta Corte del paese era contro la decisione del Presidente.

Ministro delle relazioni estere del Guatemala, ha chiesto al Segretario delle Nazioni Unite di estendere la Commissione internazionale per altri due anni. La richiesta di proroga è stata confermata dal Segretario entro un mese. Il Segretario ha inviato la lettera personale al ministro delle relazioni estere per continuare la Commissione per altri due anni. E hanno chiesto loro di sostenere le istituzioni nazionali. Di nuovo nell’anno 20015, il mandato è stato rinnovato dal Presidente. Il mandato è stato prorogato fino alla fine del termine. Nell’anno 2018, il Presidente ha annunciato che non consentirà alla Commissione internazionale di agire contro l’impunità in Guatemala. Immediatamente ordine è stato emesso per trasferire la funzione al Ministero pubblico e il Ministero degli interni.

Il 2019 settembre, la Commissione contro l’anticorruzione è finita. Il Presidente ha nominato le forze armate al posto dei quarti di testa della Commissione internazionale che era contro l’impunità. Nel January201, il ministro degli esteri del Guatemala ordinò al corpo delle Nazioni Unite di lasciare il paese del Guatemala entro 24 ore. Ma la Corte costituzionale del Guatemala ha contestato la decisione dopo otto ore notturne.

Maggiori informazioni su questo obiettivo della Commissione internazionale sono i seguenti:

  1. la prima fase della Commissione per indagare sul crimine svolto dalle forze di sicurezza illecite. Le attività illegali influenzano i diritti fondamentali del cittadino del Guatemala.
  2. il professionista della Commissione internazionale ha sostenuto le istituzioni guatemalteche per indagare sui gruppi coinvolti nelle attività criminali. La Commissione identifica il gruppo illegale che ha il legame con i funzionari statali e li ha risolti. Rafforzerà la capacità dello stato di tutelare i diritti umani fondamentali dei cittadini del Guatemala.
  3. l’assistenza tecnica fornita alle istituzioni giuridiche e alla polizia civile nazionale e al pubblico ministero è stata ben attrezzata per lottare contro la criminalità organizzata.

 

’Associazione ha cominciato ad esistere per l’interesse – e la crescente preoccupazione – dei suoi associati rispetto alla situazione politica, sociale, morale e culturale Italiana, che, secondo una riflessione maturata attraverso varie iniziative, è alla base del fenomeno di “fuga dei cuori” (oltre che di “cervelli”) che crediamo contraddistingua in modo particolarmente calzante la situazione di molti giovani italiani all’estero. D’altra parte, AltraItalia si prefigge di proiettare questi temi in ambito locale (Catalunya), europeo e internazionale, sviluppando un dibattito che tragga spunto dalla situazione italiana – forse il caso patologicamente più grave di un malessere che colpisce tutte le società occidentali, tanto dal punto di vista politico che economico – però non si esaurisce in essa, e anzi cerca di costruire legami e collaborazioni operative con realtà associative, culturali e politiche, che operano a livelli diversi.

Articoli dopo sentenza sui bombardamenti di Barcellona

Presenten una querella pels bombardejos

de l’aviació feixista italiana durant la guerra civil

Catalunya Ràdio 16/01/2013 LINK

Il bombardamento di Barcellona è uno dei continui attacchi aerei. Si è svolta durante l’anno marzo 1938, per due giorni da 16 a 18 quando c’era guerra civile spagnola. I bombardieri sono la Aviazione Legionaria italiana, che era il ramo della forza aerea d’Italia. Circa 17 incursioni aeree effettuate dai bombardieri il 16 e 18 marzo. l’esplosione bomba è stata portata ad ogni intervallo di tre ore. A Barcellona c’era solo pochi aerei anti-artiglieria e la copertura di caccia non è stato fornito. Fino al XVII mattina, la forza aerea repubblicana spagnola non ha aiutato Barcellona inviando i combattenti.

L’italiano ha effettuato l’attacco ripetutamente e la gente si è confusa se il suono della sirena annuncia l’inizio o la fine dell’esplosione bomba. La bomba usata dagli italiani è stata progettata dalla nuova tecnologia. Il fusibile ritardato della bomba è stato gettato sul tetto e esploderà all’interno dell’edificio. La bomba è stata progettata come tale che c’era una distruzione degli edifici e la persona da pochi centimetri del terreno. Tutta la città di Barcellona è stata colpita dai bombardamenti e non hanno mirato a distruggere i militari. Le notizie sull’esplosione di bombe hanno annunciato che circa 1.300 persone erano morte e quasi 2000 persone sono rimaste ferite.

Reabierto el frente judicial por los crímenes de la Guerra Civil

El País 23/01/2013 LINK

 

L’Audiència de Barcelona ordena investigar per primer cop

a l’Estat els crims de la Guerra Civil

Catalunya Ràdio 16/01/2013 LINK

 

La Audiencia de Barcelona admite una querella

sobre los bombardeos de la ciudad durante la Guerra Civil

La Aventura de la Historia 23/01/2013 LINK

 

La Audiencia de Barcelona ordena investigar

el bombardeo de la aviación italiana en 1937 y 1938

La Avanguardia 23/01/2013 LINK

 

L’Audiència ordena investigar els bombardejos

dels feixistes italians a Barcelona durant la Guerra Civil

Ara 23/01/2013 LINK

 

¿Apruebas que la justicia investigue los bombardeos de Barcelona en 1937?

La Avanguardia 23/01/2013 LINK

 

Justicia española investigará Guerra Civil

Ansa 23/01/2013 LINK

 

Bombe italiane su Barcellona L’inchiesta è aperta

Il Manifesto 26/01/2013 LINK

 

21 aviadores sin piedad

El País 27/01/2013 LINK

 

Barcelona pursues Italy over 1938 bombing

The Guardian 27/01/2013 LINK

 

Mañana se cumplen 75 años del bombardeo de Sant Felip Neri,

en el que murieron 42 personas

Proiezione documentari sul Movimento No Tav a Barcellona

Il gruppo No Tav Barcelona e l’Associazione AltraItalia organizzano per il prossimo martedì 20 marzo, presso il Centre San Pere Apostol, la proiezione di due documentari sul movimento No Tav in Valle di Susa. Si tratta di “Indiani di Valle”, di Adonella Marena (2005, 54 min.), e de “I peccati della Maddalena” di Manolo Luppichini (2011, 20 min.) Entrambi i documentari sono sottotitolati in castigliano.

“Indiani di Valle” raccoglie diverse testimonianze di esponenti del movimento No Tav, rappresentanti delle istituzioni locali della Valle di Susa e semplici cittadini, illustrando le conseguenze disastrose che la costruzione del TAV porterebbe all’economia locale, all’equilibrio ambientale e alla salute pubblica della zona.

“I peccati della Maddalena” si concentra invece sulla vicenda del giugno-luglio 2011, quando con un blitz compiuto dalle forze dell’ordine (con circa 2.000 agenti e centinaia di gas lacrimogeni CS sparati contro i manifestanti) permise l’occupazione manu militari della Maddalena di Chiomonte, l’area in cui dovrebbe sorgere il cantiere per la costruzione del tunnel di 57 km per la Linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. In quell’area sorgeva la cosiddetta “Libera Repubblica della Maddalena”, un presidio-acampada costruito dal movimento No Tav per cercare di impedire l’inizio dei lavori.

Il movimento NO TAV

Dal 1990, la popolazione della Valle di Susa (Italia) ha resistito al progetto ferroviario. Nessun movimento Tav è iniziato nel 1990 con le persone che vogliono essere beneficiarie. I manifestanti hanno lottato lungo questo movimento per un certo beneficio a verificarsi. Le persone sono state colpite in molti modi. Controlla il Blog per il breve documentario di questo movimento

Si è deciso di organizzare l’iniziativa in seguito alla mobilitazione che ha coinvolto la Valle di Susa in queste ultime settimane, e in particolare negli ultimi giorni dello scorso febbraio. Il giorno di sabato 25, tra i comuni di Bussoleno e Susa si è tenuta una grande manifestazione popolare e pacifica, con la partecipazione di circa 70.000 persone.

Quell’enorme corteo ha ribadito, ancora una volta, la netta opposizione popolare al progetto di TAV Torino-Lione, un’opera insostenibile economicamente (più di 20 mld di euro), devastante dal punto di vista ambientale (per la presenza di materiali pericolosi come amianto e uranio nelle montagne dove sorgerebbe il tunnel di 57 km), e tecnicamente inutile (una linea ferroviaria Torino-Lione esiste già, largamente sottoutilizzata).

Queste ragioni, già ampiamente spiegate da svariati tecnici, esperti e accademici, rinsaldano la convinzione di un movimento attivo nella valle piemontese da più di vent’anni, largamente supportato dalla popolazione locale, dalle istituzioni locali e da moltissime realtà solidali di tutta l’Italia.

Gli ultimi avvenimenti in Val di Susa

Eppure tali ragioni e quella grande manifestazione sono state, ancora una volta, totalmente ignorate. Due giorni dopo le forze dell’ordine hanno compiuto l’ennesimo blitz militare presso La Maddalena di Chiomonte, per ampliare l’area del cantiere TAV e sgomberare un presidio del Movimento No Tav, la Baita Clarea.

 

Nell’ambito di questo blitz, si è verificato l’incidente a Luca Abbà, storico attivista del movimento: inseguito dalle forze dell’ordine mentre si arrampicava su un traliccio dell’alta tensione come gesto di disobbedienza civile, è rimasto folgorato ed è caduto da un’altezza di 10 metri.

Nei giorni successivi, la grande maggioranza dei mezzi di comunicazione e la quasi totalità delle forze politiche (con pochissime eccezioni) si sono resi autori di una subdola campagna di denigrazione ai danni del movimento e persino dello stesso Luca Abbà, rimuovendo del tutto le ragioni profonde e le motivazioni tecniche dell’opposizione al TAV.

Nel frattempo, il movimento No Tav ha reagito con grande tenacia all’ennesimo sopruso subito dal governo italiano, dalle forze dell’ordine e dai mass-media, tenendo alcuni presidi e blocchi stradali (quello di Chianocco è stato caricato dalle forze dell’ordine con la violenza, documentata da diversi video). Inoltre, decine di iniziative di solidarietà alla causa No Tav si sono tenute in tutta la penisola (il 27, giorno dell’incidente a Luca, ci sono stati circa 60 tra presidi e cortei in tutta la penisola) e persino nel resto dell’Europa, tra cui Barcellona (con due presidi di fronte al Consolato Italiano), Bilbao, Donostia, Parigi, Budapest, Londra e diverse altre.

NO TAV, non solo Val di Susa

Vale la pena ricordare che l’Alta Velocità non è un problema limitato all’Italia e alla Valle di Susa. Ad esempio, negli ultimi anni in Spagna diversi comitati NO AVE (o AHT EZ, in basco) sono stati attivi con le stesse motivazioni che animano la lotta in Val Susa in diverse regioni, in particolare Paesi Baschi (particolarmente colpiti dal famigerato“tracciato ad Y”), Cantabria, Extremadura e Catalunya. Negli ultimi anni l’AVE/AHT ha comportato gravi perdite nel bilancio pubblico statale, sia per gli immensi costi per la costruzione dell’infrastruttura, sia per le scarse vendite dovute ai prezzi altissimi (al punto che una linea AVE, la Toledo-Cuenca, è stata soppressa per insufficiente domanda), senza contare il pesante impatto ambientale in diverse aree del paese.

Queste possono essere ragioni in più per interessarsi e riflettere su quello che sta accadendo, da vent’anni a questa parte, in Valle di Susa. Aspettando il prossimo 11 aprile, data in cui LTF, l’ente pubblico che gestisce il progetto TAV, intende effettuare gli espropri dei terreni della Maddalena per iniziare i lavori. E dentro il movimento NO TAV già si sente dire: “Non resteremo a guardare”.