Risposta degli italiani di Barcellona a Enrico Juliana i la Vanguardia

lla cortese attenzione del Sig. Juliana

e per informazione alla redazione del periodico La Vanguardia;

 

Ci sono italiani che vivono, studiano e lavorano a Barcellona e siamo profondamente offesi dall’articolo pubblicato oggi su La Vanguardia “El brote violento en Barcelona tiene una matriz anarcoitaliana”.

Il suo articolo sembra un condensato di stereotipi circa l’impegno politico dei molti italiani che vivono in Catalogna.

Siamo in tanti, quasi 30.000, e molti di noi attivi nelle organizzazioni e movimenti che non hanno nulla a che fare con la violenza. Non c’è mai stato alcun riferimento a questo nel suo articolo o giornale, e lei maschera la presenza importante di italiani tra i gruppi di “violenti” per nascondere il fallimento del Dipartimento degli Interni durante lo sciopero generale del 29 Marzo.

 

È inaccettabile che La Vanguardia non abbia detto una sola parola sui due ragazzi italiani che purtroppo hanno perso un occhio il 29 Marzo per colpa dei proiettili di gomma usati con disinvoltura dalla polizia catalana.

 

È inaccettabile che descriva il movimento No Tav usando i peggiori stereotipi e pregiudizi.

 

Come gli italiani di Barcellona chiediamo le sue pubbliche scuse e le consigliamo di cambiar mestiere.

 

Associazione AltraItalia Barcellona

Associazione Piutrentanove Barcellona

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