Risposta degli italiani di Barcellona a Enrico Juliana i la Vanguardia

lla cortese attenzione del Sig. Juliana

e per informazione alla redazione del periodico La Vanguardia;

 

Ci sono italiani che vivono, studiano e lavorano a Barcellona e siamo profondamente offesi dall’articolo pubblicato oggi su La Vanguardia “El brote violento en Barcelona tiene una matriz anarcoitaliana”.

In un paese democratico, protestare il governo per alcune cause è diventato un grande bisogno per il pubblico. Può essere di qualsiasi causa. In generale, la gente crede che, qualsiasi risultato favorevole per un problema può essere ottenuto solo attraverso la protesta. La ragione della protesta dovrebbe essere ragionevole. Dovrebbe essere vantaggioso per le persone. Allo stesso tempo, non dovrebbe essere un grande problema per il governo troppo. In una nazione democratica, le persone hanno il pieno diritto di ospitare o prendere parte alle proteste per una ragione preziosa.

A Barcellona, i ministri si sono riuniti. La polizia stava circondando la zona con pieno supporto e la forza per evitare eventuali problemi se causato qualsiasi. La gente era in giro. I manifestanti bloccarono la strada e tentarono di impedire che la riunione della capitale catalana accadesse. I manifestanti iniziarono lo scontro con la polizia per la decisione di tenere la riunione. Molte delle strade sono state bloccate per impedire l’ulteriore accesso dei manifestanti che sarebbero stati la ragione per l’esplosione dei problemi ulteriormente. Circa 20 strade sono state bloccate. Tutte le informazioni sulla protesta a Barcelon sono documentate nella fonte come parte della storia.

Il suo articolo sembra un condensato di stereotipi circa l’impegno politico dei molti italiani che vivono in Catalogna.

Siamo in tanti, quasi 30.000, e molti di noi attivi nelle organizzazioni e movimenti che non hanno nulla a che fare con la violenza. Non c’è mai stato alcun riferimento a questo nel suo articolo o giornale, e lei maschera la presenza importante di italiani tra i gruppi di “violenti” per nascondere il fallimento del Dipartimento degli Interni durante lo sciopero generale del 29 Marzo.

 

È inaccettabile che La Vanguardia non abbia detto una sola parola sui due ragazzi italiani che purtroppo hanno perso un occhio il 29 Marzo per colpa dei proiettili di gomma usati con disinvoltura dalla polizia catalana.

 

È inaccettabile che descriva il movimento No Tav usando i peggiori stereotipi e pregiudizi.

 

Come gli italiani di Barcellona chiediamo le sue pubbliche scuse e le consigliamo di cambiar mestiere.

 

Associazione AltraItalia Barcellona

Associazione Piutrentanove Barcellona

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