Proiezione documentari sul Movimento No Tav a Barcellona

Il gruppo No Tav Barcelona e l’Associazione AltraItalia organizzano per il prossimo martedì 20 marzo, presso il Centre San Pere Apostol, la proiezione di due documentari sul movimento No Tav in Valle di Susa. Si tratta di “Indiani di Valle”, di Adonella Marena (2005, 54 min.), e de “I peccati della Maddalena” di Manolo Luppichini (2011, 20 min.) Entrambi i documentari sono sottotitolati in castigliano.

“Indiani di Valle” raccoglie diverse testimonianze di esponenti del movimento No Tav, rappresentanti delle istituzioni locali della Valle di Susa e semplici cittadini, illustrando le conseguenze disastrose che la costruzione del TAV porterebbe all’economia locale, all’equilibrio ambientale e alla salute pubblica della zona.

“I peccati della Maddalena” si concentra invece sulla vicenda del giugno-luglio 2011, quando con un blitz compiuto dalle forze dell’ordine (con circa 2.000 agenti e centinaia di gas lacrimogeni CS sparati contro i manifestanti) permise l’occupazione manu militari della Maddalena di Chiomonte, l’area in cui dovrebbe sorgere il cantiere per la costruzione del tunnel di 57 km per la Linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. In quell’area sorgeva la cosiddetta “Libera Repubblica della Maddalena”, un presidio-acampada costruito dal movimento No Tav per cercare di impedire l’inizio dei lavori.

Il movimento NO TAV

Dal 1990, la popolazione della Valle di Susa (Italia) ha resistito al progetto ferroviario. Nessun movimento Tav è iniziato nel 1990 con le persone che vogliono essere beneficiarie. I manifestanti hanno lottato lungo questo movimento per un certo beneficio a verificarsi. Le persone sono state colpite in molti modi. Controlla il Blog per il breve documentario di questo movimento

Si è deciso di organizzare l’iniziativa in seguito alla mobilitazione che ha coinvolto la Valle di Susa in queste ultime settimane, e in particolare negli ultimi giorni dello scorso febbraio. Il giorno di sabato 25, tra i comuni di Bussoleno e Susa si è tenuta una grande manifestazione popolare e pacifica, con la partecipazione di circa 70.000 persone.

Quell’enorme corteo ha ribadito, ancora una volta, la netta opposizione popolare al progetto di TAV Torino-Lione, un’opera insostenibile economicamente (più di 20 mld di euro), devastante dal punto di vista ambientale (per la presenza di materiali pericolosi come amianto e uranio nelle montagne dove sorgerebbe il tunnel di 57 km), e tecnicamente inutile (una linea ferroviaria Torino-Lione esiste già, largamente sottoutilizzata).

Queste ragioni, già ampiamente spiegate da svariati tecnici, esperti e accademici, rinsaldano la convinzione di un movimento attivo nella valle piemontese da più di vent’anni, largamente supportato dalla popolazione locale, dalle istituzioni locali e da moltissime realtà solidali di tutta l’Italia.

Gli ultimi avvenimenti in Val di Susa

Eppure tali ragioni e quella grande manifestazione sono state, ancora una volta, totalmente ignorate. Due giorni dopo le forze dell’ordine hanno compiuto l’ennesimo blitz militare presso La Maddalena di Chiomonte, per ampliare l’area del cantiere TAV e sgomberare un presidio del Movimento No Tav, la Baita Clarea.

 

Nell’ambito di questo blitz, si è verificato l’incidente a Luca Abbà, storico attivista del movimento: inseguito dalle forze dell’ordine mentre si arrampicava su un traliccio dell’alta tensione come gesto di disobbedienza civile, è rimasto folgorato ed è caduto da un’altezza di 10 metri.

Nei giorni successivi, la grande maggioranza dei mezzi di comunicazione e la quasi totalità delle forze politiche (con pochissime eccezioni) si sono resi autori di una subdola campagna di denigrazione ai danni del movimento e persino dello stesso Luca Abbà, rimuovendo del tutto le ragioni profonde e le motivazioni tecniche dell’opposizione al TAV.

Nel frattempo, il movimento No Tav ha reagito con grande tenacia all’ennesimo sopruso subito dal governo italiano, dalle forze dell’ordine e dai mass-media, tenendo alcuni presidi e blocchi stradali (quello di Chianocco è stato caricato dalle forze dell’ordine con la violenza, documentata da diversi video). Inoltre, decine di iniziative di solidarietà alla causa No Tav si sono tenute in tutta la penisola (il 27, giorno dell’incidente a Luca, ci sono stati circa 60 tra presidi e cortei in tutta la penisola) e persino nel resto dell’Europa, tra cui Barcellona (con due presidi di fronte al Consolato Italiano), Bilbao, Donostia, Parigi, Budapest, Londra e diverse altre.

NO TAV, non solo Val di Susa

Vale la pena ricordare che l’Alta Velocità non è un problema limitato all’Italia e alla Valle di Susa. Ad esempio, negli ultimi anni in Spagna diversi comitati NO AVE (o AHT EZ, in basco) sono stati attivi con le stesse motivazioni che animano la lotta in Val Susa in diverse regioni, in particolare Paesi Baschi (particolarmente colpiti dal famigerato“tracciato ad Y”), Cantabria, Extremadura e Catalunya. Negli ultimi anni l’AVE/AHT ha comportato gravi perdite nel bilancio pubblico statale, sia per gli immensi costi per la costruzione dell’infrastruttura, sia per le scarse vendite dovute ai prezzi altissimi (al punto che una linea AVE, la Toledo-Cuenca, è stata soppressa per insufficiente domanda), senza contare il pesante impatto ambientale in diverse aree del paese.

Queste possono essere ragioni in più per interessarsi e riflettere su quello che sta accadendo, da vent’anni a questa parte, in Valle di Susa. Aspettando il prossimo 11 aprile, data in cui LTF, l’ente pubblico che gestisce il progetto TAV, intende effettuare gli espropri dei terreni della Maddalena per iniziare i lavori. E dentro il movimento NO TAV già si sente dire: “Non resteremo a guardare”.